Blood, Ink and Soul. The Loreto tattoo
Documentario sul tatuaggio sacro e profano di Loreto a cura del prof. Gustavo Morello, teologo e ricercatore del Boston College.
La tradizione e la storia della translazione della Santa casa di Nazareth, il pellegrinaggio e la pratica del tatuaggio dei pellegrini di Loreto.
Loreto, la città mariana più importante al mondo custodisce le mura dove la Vergine Maria ricevette l’annunciazione dall’ Arcangelo Gabriele.
La leggenda narra che nella notte tra il 9 e il 10 dicembre 1294, gli angeli, in volo, trasportarono a Loreto la santa casa di Nazareth per proteggerla dall’invasione dei Turchi e dall’eventuale distruzione .
Da quel momento, la devozione, la fede e la credenza popolare, ha spinto progressivamente un numero maggiore di pellegrini provenienti da ogni parte del pianeta.
Dalla terra santa e dalla storia del cristianesimo, a Loreto arrivò anche la pratica del tatuaggio religioso.
Presumibilmente già dai tempi delle crociate si incidevano piccole croci in segno di riconoscimento. Questo per far si che i crociati morti in battaglia potessero ricevere il rito funebre cristiano.
Questa pratica continuo’ in terra santa, dove, i pellegrini, visitando i luoghi di culto cristiani erano soliti farsi un tatuaggio simboleggiante una piccola croce sul polso destro in segno di devozione e appartenenza .
A Loreto questa pratica arrivò conseguentemente all’arrivo della santa casa della Vergine Maria. Il pellegrino, una volta giunto a Loreto, meta devozionale, usava farsi il tatuaggio simboleggiante la Madonna di Loreto, cuori sacri e altre simbologie per poi tornare a casa con il simbolo dell’avvenuto pellegrinaggio. Solitamente sotto l’immagine veniva marcato l’anno in cui era stato fatto il pellegrinaggio.
Ma chi era che faceva il tatuaggio di Loreto?
Il tatuaggio, un tempo chiamato marchio, veniva fatto da artigiani (calzolai) abili a lavorare la pelle con attrezzi appuntiti e quindi più propensi a questo genere di lavoro. Gli artigiani usavano stampi in legno con incisi i simboli religiosi. Questi ultimi, sporcati di inchiostro, servivano per imprimere sulla pelle il disegno scelto. Successivamente con un punteruolo l’artigiano incideva la pelle del pellegrino seguendo la traccia precedentemente stampata.
Oggi questa pratica può continuare grazie a Jona che porta avanti la tradizione a Loreto.
Buona visione
Keep The Tradition Alive
Jona
