In questo articolo ci immergeremo nel mondo affascinante  dei tatuaggi femminili Ainu, esplorando le loro origini, i loro significati profondi e l’eredità culturale che a fatica  è arrivata fino ai giorni nostri.

 

 

 

 

 

La tribù Ainu del Giappone, originari dell’isola di Hokkaido e di alcune parti di Russia,
rappresenta una cultura affascinante con tradizioni uniche e una storia profonda. Uno degli
aspetti culturali più distintivi degli Ainu è l’antica pratica del tatuaggio femminile, una
tradizione non solo ornamentale, ma profondamente radicata nelle credenze e nel tessuto
sociale dell’etnia Ainu.
I tatuaggi venivano eseguiti esclusivamente sulle donne, iniziando dall’adolescenza e
continuando ad aggiungere disegni fino al matrimonio.

La pratica era parte integrante del rito
di passaggio dalla giovinezza all’età adulta. I tatuaggi erano più comuni intorno a bocca,
braccia, mani e a volte le gambe. Questi tatuaggi, chiamati “sinuye,” partivano spesso da
piccoli segni vicino alle labbra, che con il tempo si espandevano fino a creare design
complessi che circondavano la bocca.
Il significato di questi tatuaggi era molteplice . In primo luogo, erano considerati un segno
di maturità e bellezza; una donna tatuata era pronta per il matrimonio e considerata più
attraente. Inoltre, si credeva che i tatuaggi avessero una funzione protettiva, agendo come
un talismano contro gli spiriti maligni e garantendo l’accesso agli spiriti guida dell’individuo
nel mondo spirituale dopo la morte. Infine, il tatuaggio facilitava il riconoscimento degli
Ancestor Spirit aiutando l’anima della persona deceduta nel suo viaggio verso l’aldilà.
La tecnica di tatuaggio includeva l’uso di aghi rudimentali e inchiostri naturali derivati da
fuliggine o da altri pigmenti vegetali. Questo processo era doloroso e richiedeva molta
resistenza fisica e spirituale da parte delle giovani donne, rafforzando ulteriormente il loro
ruolo e la loro statura all’interno della comunità Ainu.

RANE E TATUAGGI.

È curioso notare in relazione ai tatuaggi che gli Ainu credono di vedere sui rospi segni di tatuaggi simili a quelli fatti sulle donne. La seguente leggenda riguardante l’origine di queste creature è strana, a dir poco, in quanto ci racconta che il loro primo antenato non era né più né meno che una donna che fu maledetta da Dio e la cui forma corporea fu cambiata a causa della sua grande malvagità. 

La mutò come punizione e il suo spirito umano fu trasformato in quello di un demone. Tutto ciò che rimase a dimostrare che era stata una donna erano tracce molto lievi di tatuaggi, che si possono ancora vedere, se si prende la briga di guardare attentamente sulle gambe (mani) della rana.

LA LEGGENDA

In tempi antichi c’era un uomo e una donna che divennero marito e moglie. Dopo i primi mesi non andavano d’accordo, perché si scoprì che la donna aveva un cattivo carattere e si dimostrò indisciplinata verso il marito. Era anche disobbediente ai genitori e alla fine li stregò tanto che entrambi morirono. Nel tempo sposò non meno di sei mariti, ciascuno dei quali uccise presto. Dio osservò tutto questo e si arrabbiò molto con lei, così la punì trasformandola in una rana e gettandola lontano in una palude. Allo stesso tempo le disse: «O donna malvagia, ti ho davvero fatta buona all’inizio, ma hai vissuto una vita abominevole e iniqua; non solo hai ucciso tuo padre e tua madre e tuo marito, ma anche altri. Pertanto, ora ti trasformerò in una rana; d’ora in poi vivrai nelle paludi, laghi e stagni, e diventerai un demone. Genererai giovani rane e salterai nel fango dei luoghi più sporchi. Se osi entrare nelle abitazioni degli uomini, senza esitazione ti daranno un colpo in testa e getteranno il tuo cadavere morto.» Così parlò Dio. E questo allora è un vero racconto dell’origine delle rane; chiunque, se le esamina da vicino, troverà che i loro piedi sono leggermente tatuati, come le dita di una donna. È perché una donna fu l’antenata di queste creature che hanno i segni del tatuaggio rimasti. Ora, ci sono alcune persone che, per pura pietà, dicono che le rane siano divine; ma in realtà non lo sono, perché sono demoni e qualcosa di simile ai fantasmi. Tuttavia, poiché erano una volta umane e seguivano le usanze degli uomini e delle donne, vanno ancora dai giapponesi dell’isola principale ogni inverno e fanno la loro spesa, e quando tornano mangiano, bevono e si divertono nei loro luoghi di dimora. Questo è il rumore che si sente in primavera quando gridano “Ooat, Ooat.

TATUAGGIO MASCHILE

A differenza delle donne Ainu, la pratica del tatuaggio tra gli uomini della tribù Ainu non era
particolarmente diffusa né ritenuta di fondamentale importanza culturale. Tradizionalmente,
erano principalmente le donne a ricevere intricati tatuaggi come parte del loro rito di
passaggio, mentre per gli uomini le pratiche culturali distintive si manifestavano in altri modi,
come attraverso la caccia, la pesca e altre attività cerimoniali.
Tuttavia, ciò non significa che i tatuaggi fossero completamente assenti nella vita degli
uomini Ainu. Anche se rari, alcuni uomini potevano scegliere di tatuarsi, ma questi tatuaggi
tendevano ad essere meno visibili e complessi rispetto a quelli delle donne. Generalmente, i
tatuaggi maschili non seguivano un rituale sociale stabilito e erano più spesso legati a
esperienze personali o a conquiste specifiche.
La differenza nei modelli di tatuaggio tra uomini e donne può essere attribuita alla struttura
sociale e ai ruoli di genere all’interno della comunità Ainu. Mentre le donne utilizzavano i
tatuaggi come simboli di bellezza e maturità e come protezione spirituale, gli uomini spesso
esprimevano il loro status e il loro coraggio attraverso abilità fisiche e successi nella caccia o
nel commercio.
In conclusione, sebbene i tatuaggi non fossero un aspetto prominente della cultura maschile
Ainu, la loro esistenza sporadica rivela una variabilità culturale che meriterebbe ulteriori studi
per una migliore comprensione delle sfaccettature uniche della società Ainu.

Oggi, a causa delle influenze esterne e delle leggi imposte dopo l’assimilazione con la
maggioranza giapponese, la pratica del tatuaggio femminile Ainu è quasi completamente
scomparsa. Tuttavia, resta un potente simbolo dell’identità Ainu e un affascinante esempio di
come le tradizioni culturali possono riflettere i valori, le credenze e la storia di un popolo.