Nel cuore delle pratiche religiose e spirituali, il tatuaggio ha sempre giocato un ruolo
significativo come simbolo di fede, protezione e appartenenza.

Un affascinante esempio di
come queste pratiche si manifestano attraverso il mondo lo troviamo nel viaggio dei
pellegrini di Loreto, Gerusalemme e nei riti spirituali dei monaci thailandesi.
A Loreto, Italia, molti pellegrini che viaggiano verso il famoso santuario della Santa Casa
(una tradizione che si perde nella notte dei tempi) spesso scelgono di incidere sulla loro
pelle immagini sacre o simboli come segno del loro viaggio spirituale. Questo rito di
passaggio simbolico serve per marcata permanentemente la loro esperienza di fede e
dedizione.
Similmente, in Thailandia e  Birmania, la pratica del Sak Yant, ovvero il tatuaggio spirituale realizzato dai
monaci buddisti, è profondamente radicata nella cultura e nella spiritualità locale. Questi
tatuaggi sono considerati molto più che decorativi: sono amuleti viventi incisi con
preghiere e formule magiche che si crede offrano protezione, potere e guida spirituale a chi
li riceve.
Nonostante la distanza geografica e le differenze culturali, entrambe le pratiche condividono
lo scopo ultimo di collegare il fedele con il sacro. In entrambi i casi, il tatuaggio agisce come
un ponte tra il divino e il terreno, tra l’individuo e il cosmo. Questi tatuaggi sacri servono
anche come promemoria costante della propria fede e dei propri impegni spirituali.
I tatuaggi di Loreto/Gerusalemme  e i Sak Yant della Thailandia/Birmania,  illustrano perfettamente come pratiche simili
possono manifestarsi in culture diverse, unendo i pellegrini e i fedeli attraverso il significato e
la tradizione che sono al contempo unici e universali.
In sintesi, attraverso i secoli e i continenti, il tatuaggio si conferma non solo come
espressione artistica o estetica, ma anche come profondo linguaggio spirituale condiviso da
molte culture per connettere l’umano al divino.

Differenze Tecniche nell’Esecuzione del Tatuaggio Antico di Loreto/Gerusalemme  e del Tatuaggio Sak
Yant dei Monaci Thailandesi/Birmania

Le tecniche per l’applicazione dei tatuaggi sacri variano significativamente tra la tradizione
antica di Loreto e quella dei monaci thailandesi che eseguono il Sak Yant. Ecco le principali
differenze:
1. Strumenti Utilizzati
-Loreto/Gerusalemme: Gli strumenti erano piuttosto primitivi, spesso costituiti da aghi
rudimentali o punte metalliche semplici.
– Sak Yant Thailandese/Birmano: Si usa un lungo bastoncino, noto come “mai sak” o “khem sak”,
tradizionalmente in bambù ma oggi anche in metallo.

Strumento per la realizzazione del tatuaggio sacro Sak Yant
Birmania c.1850

2. Inchiostro
– Loreto/Gerusalemme: L’inchiostro poteva essere una semplice miscela di fuliggine e acqua,
forse con l’aggiunta di altri leganti naturali.
– Sak Yant Thailandese/Birmano: L’inchiostro usato è spesso una ricetta segreta che può
includere ingredienti sacri e talvolta magici, come oli, erbe e cenere di manoscritti religiosi.
3. Metodo Di Applicazione
– Loreto/Gerusalemme: Il metodo prevalente era il tatuaggio manuale “stick and poke” dove
l’inchiostro è introdotto sotto pelle con ripetuti picchiettamenti.
– Sak Yant Thailandese/Birmano: Il tatuaggio è applicato con movimenti precisi e rapidi usando il
bastoncino, che permette un inserimento dettagliato dell’inchiostro sotto la pelle.
4. Design e Simbolismo
– Loreto/Gerusalemme: I disegni erano generalmente più semplici e simbolici, spesso con
riferimenti diretti al cristianesimo o al pellegrinaggio.

Tatuaggio antico di Loreto 1881Collezione Museo Cere Anatomiche di Bologna
Tatuaggio sacro di Loreto 1881
Collezione Museo Cere Anatomiche di Bologna

– Sak Yant Thailandese/Birmano: I tatuaggi sono complessi con intricati disegni geometrici e
simboli buddisti, ognuno con specifici significati e scopi talismanici.

Tatuaggio sacro Sak Yant

In conclusione, l’evoluzione del tatuaggio dall’antichità ai giorni nostri evidenzia non solo un
cambiamento nelle tecniche e negli strumenti utilizzati, ma anche nella percezione sociale di
questa forma d’arte. Anticamente, i tatuaggi erano spesso associati a riti sacri o servivano
come simboli di status o protezione. Con il passare del tempo, sebbene in alcune culture il
tatuaggio abbia mantenuto il suo significato originario, nel mondo moderno esso è diventato
principalmente un’espressione personale e artistica. La tecnologia ha permesso di
raggiungere livelli elevati di dettaglio e colore, aumentando la popolarità dei tatuaggi come
forma di autoespressione. Questo percorso storico mostra come il tatuaggio sia passato da
un fenomeno elitario o isolato a una pratica globale e democratizzata, rispecchiando
cambiamenti culturali e sociali profondi.

Questo cambiamento sara’ stato un bene?????????

A te le riflessioni!!

Keep the tradition alive

Keep the tattoo soul alive

Jona