In questi giorni mi sono imbattuto in un interessante articolo di un giornale datato 1910. Tale articolo parla di come il tatuaggio americano e più precisamente quello di New York, veniva utilizzato con finalità diverse da quelle che conosciamo oggi. Di seguito l’articolo che racconta la pratica del tatuaggio di riconoscimento per i giovani sordo-muti della grande mela .

IL TATUAGGIO DI RICONOSCIMENTO
La direzione del grande Istituto dei sordo-muti di New York ha avuto un’idea molto singolare: quella di far marcare i suoi allievi per ritrovarli facilmente in caso di involontario smarrimento. E’ noto che a quel bagnante il quale chiedeva perché gli avessero dato, insieme al costume, una marca numerata fu risposto: per riconoscere subito i clienti che avessero ad annegarsi! L’idea che ebbero le persone preposte all’istituto newyorkese non è meno originale. Ogni fanciullo ed ogni fanciulla afflitti dalla doppia sciagura della mancanza di udito e di favella e raccolti dalla carità pubblica nella casa ospitale, devono ora rassegnarsi a subire il tatuaggio alla base del collo, posteriormente. Ivi uno specialista, anzi un professore in tatuaggio, incide sulla pelle il nome dell’allievo con un inchiostro che resterà indelebile per almeno un anno. Il fanciullo o la fanciulla condotto a passeggio per le vie della metropoli si smarrisce? Niente di più facile e, pare, in America, di più naturale. Il primo passante non potendo discorrere col poveretto gli scopre la base del collo e legge il suo nome e il suo numero di matricola… pratico ma incivile, vero? Il professore americano di tatuaggio afferma che presto tutto il mondo si persuadéra’ dell’utilità di farsi tatuare il proprio nome sulla pelle in luogo visibile.

Bambina sordo-muta di New York con tatuaggio identificativo sul collo

Lascio a voi le riflessioni su come poi il tatuaggio si sia evoluto, in relazione all’ultima frase dell’articolo. Buona riflessione

Jona