Il termine “marcatore” evoca i tempi passati e i pellegrini, soprattutto quelli diretti verso Loreto.

Nel XIX secolo infatti, il marcatore era colui che eseguiva i tatuaggi incidendo la pelle. Questa pratica non era tipica solo dei luoghi meta di pellegrinaggi (Loreto/Gerusalemme)  ma anche delle città portuali  o dei luoghi in cui il sentimento cristiano era molto sentito dalla popolazione.

Questa breve premessa è utile per introdurvi alla litografia acquerellata del 1825/26  dal grande valore storico e culturale.

L’opera e del pittore incisore svizzero Rudolf Muller (1802-1885).

Viaggio’ molto in Europa per la sua attività artistica. Si fermò a napoli dal 1822 al 1838 e successivamente a Roma, dove morì.

La litografia acquerellata, intitolata” Il marcatore di Santilli” è un esempio del suo soggiorno napoletano (fig.1)

Fa parte di una raccolta di 25 scene che rappresentano la vita popolare di Napoli tra arte e mestieri.

Con vivacità e molta aderenza storica, raccontano la filosofia del vivere napoletano: l’arte di arrangiarsi, la gioia di vivere e di scherzare, la semplicità delle cose nel senso più puro del termine.

Le litografie mostrano i pescatori al porto, una donna che vende l’acqua sulfurea, la frittayola, il sorbettiere ambulante e molti altri. Tra questi, appunto, Muller rappresenta il marcatore di Santilli.

Nella scena, il marcatore, vestito con abiti dell’epoca, esegue un tatuaggio a forma di croce sul polso di un uomo seduto sopra ad uno sgabello (fig2).

Fig.2 “Il marcatore di Santilli “

Dall’espressione della bocca  si intuisce che ” il cliente ”  prova dolore per questa pratica rozza seppur già sperimentata visti i segni presenti sulla sua pelle (sembrano per lo più immagini religiose , fig.3).

Fig.3 “Il marcatore di Santilli”

Tale immagine, classica nella scena, colpisce invece per il banner illustrativo (così come lo definiamo oggi) posto dietro “al cliente ” (fig.4)

Fig.4 “Il marcatore di Santilli “

Questo mostra e dimostra il legame con la città santa di Gerusalemme perché tra le immagini esposte si vede la croce tipica e la Resurrezione.

In alto a sinistra è presente un immagine (quasi sicuramente S.Gennaro) molto somigliante all’iconografia lauretana con S.Emidio di Ascoli Piceno, protettore dei terremoti (fig.5)

Fig.5 “San Gennaro comparato con disegno  lauretano di Sant’Emidio di Ascoli Piceno”

In basso, invece, la scritta “Napoli” con l’anno 1825 colloca nel tempo e nella storia le litografie di Rudolf Muller.

Questa opera d’arte è una testimonianza reale del legame forte tra le varie tradizioni.

Sacro e profano, mare e terra, viaggi, pellegrinaggi arte e mestieri. La loro divulgazione ha gettato le basi per la creazione del folklore anche italiano.

Gli spostamenti e la mescolanza sono, da sempre, humus fertile per la cultura del tatuaggio che viaggia nella storia per la storia.

Keep the tradition alive

Jona